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venerdì 28 novembre 2008

Tormenti

Dove sono finiti i satanisti? E i cani killer? I bulli youtubbari? Persino i rumeni paiono scomparsi.

Sembrava, qualche anno fa, che per l'Italia girassero milioni di satanisti, pronti a uccidere cristiani, sgozzare polli, sacrificare vicini di casa nei boschi del nord del paese. L'emergenza allarmava frotte di sociologi televisivi, animava talk show. Erano i tempi delle Bestie di Satana, alcuni ragazzetti ora felicemente in galera.

Ci sono stati i cani assassini. Ci aggiravamo per i parchi con gli occhi attenti, lo sguardo vigile pronto a cogliere il primo dobermann, rottweiler, o peggio ancora pittbull fino ad allora irreprensibile, scattare nella nostra direzione con la bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue.

In tempi più recenti abbiamo assistito al bullismo giovanile, centinaia i video di maltrattamenti a malcapitati disabili e ai professori, professoresse che fanno vedere le mutande e così via. E sempre di recente l'emergenza sicurezza, l'invasione di sette o otto milioni di rumeni tutti rigorosamente stupratori, assassini. Ce li immaginavamo girare ubriachi per le nostre città, anche loro con la bava, il puzzo di birra, pronti a violentarci anche i bambini, seviziarci le nonne, prendere a bastonate i nostri cani e gatti.

Non si parla più della criminalità o dell'immondizia napoletana, secondo la regola per la quale ciò che non è in TV non esiste. Non esiste più criminalità e non esiste più immondizia. Questo è oggi un paese felice.

L'informazione continua a lavorare per ondate modaiole, ad agitare spettri, ci fanno sapere adesso di ogni singola crepa in ogni singolo istituto scolastico di ogni grado sparso per la penisola, ma sono pronti a dimenticarsene. Sembrava tempo fa che ci fosse quasi ogni giorno un qualche grave incidente sul lavoro, una qualche morte. Era vero. Oggi non sembra più, ma è vero ancora.

lunedì 27 ottobre 2008

Egalité, fraternité, centotrentratrè

Quella riforma piace anche a sinistra. È il titolo di un articolo de Il Tempo, testata del gruppo Il Sole 24 Ore, e quindi di proprietà di Confindustria, che cita i risultati di una fantastica ricerca dell'istituto Piepoli, realizzata a Settembre, cioè prima del grosso della protesta, e d'improvviso scongelata in questi giorni.

Secondo la ricerca di Piepoli la riforma piace a Destra a Sinistra, in Centro, un po' a tutti, percentuali bulgare neanche si parlasse del sesso orale passivo.

La domanda è: sì, ma quale riforma?

Citando il giornale, evidentemente una delle maggiori testate della stampa comunista imperante:

sui tre argomenti principali — ritorno del voto in condotta, del grembiule e della valutazione in voti — anche a sinistra sono d'accordo con il ministro dell'istruzione.


Il voto in condotta, il grembiule, la valutazione. Argomenti principali.

È di questo che si parla in questi giorni. Del grembiulino. Anche a me sembrerebbero a questo punto automaticamente un po' deficienti, questi giovani, sotto la prospettiva che li vede sfilare per principali città indignati per il grembiulino.

Poi ci ricordiamo, ci viene in mente come un'immagine sbiadita, come un disturbo elettrostatico, che in questi giorni al Senato verrà votata, a proposito di istruzione (e non solo), la legge 133/2008, che prevede incidentalmente, tra le altre menomazioni, tagli alle università per centinaia di milioni di euro.

Nemmeno lo cita, parrebbe, il voto in condotta.

Se agli italiani venisse chiesto cosa ne pensano dell'idea di combattere l'analfabetismo innalzando l'età dell'obbligo scolastico, o dell'idea di prosciugare le paludi per ricavare terreno fertile, immaginiamo dedurrebbero che in larga maggioranza il paese abbia approvato le leggi razziali.

Il tempo è galantuomo. Il Tempo mica tanto.

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