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giovedì 18 dicembre 2008

Tutto l'universo obbedisce al padrone

Stop alle razze canine geneticamente modificate da parte del Comitato Bioetico dei Veterinari, in riunione in questi giorni a Roma.

Al vaglio la posizione di Borghezio.

A parte il fatto che va bene, non c’è nessun ogm ma la secolare selezione delle razze da parte degli allevatori (sarebbe troppo sperare che nella redazione di un quotidiano si conosca la differenza), è pur vero che gli animali di volta in volta selezionati per avere particolari dimensioni, forma, intolleranza verso i terroni; finiscono per essere soggetti a malattie e debolezza di costituzione visti i continui accoppiamenti tra consanguinei che il procedimento contempla.

Un po’ quello che deve essere accaduto in alcune valli del bergamasco.

Il successo delle razze canine più curiose però è sempre più forte sul mercato, favorendo gli allevatori più fantasiosi e spietati. Allo studio cani a sei zampe (tutte motrici) utili per la vacanza in montagna anche sulla neve, cagnolini con dispenser di bustine di plastica utili a raccogliere la loro stessa cacca, boxer in grado di intrattenere gli ospiti intonando la sigla della Champions League, piccoli pitbull in grado di indossare camicie verdi e bofonchiare insulti da due soldi per la gioia delle folle.

Dimensione Banana si schiera frontalmente contro questo mercato invitando i lettori a non acquistare cani di razza ma a recarsi ai canili dove moltissimi cuccioli attendono un padrone e soprattutto a non votare Lega Nord anche a costo di trovare una casa a quel povero animaletto sperduto che è Veltroni.

giovedì 4 dicembre 2008

Antropologia Leghista

Il Leghista è una forma di vita antropomorfa particolarmente diffusa in Lombardia e Veneto, e più in generale nel nord-est e nel nord Italia. Non mancano in verità potenziali Leghisti anche al Sud, ma siccome i veri Leghisti li odiano, i meridionali che hanno un quoziente intellettivo adatto (valore oscillante tra quello di un comodino e quello di un Butakà - una scimmia del Borneo che se avesse mai trovato dei sassi avrebbe già imparato a lanciarli) sapendo di essere odiati dalla Lega, votano Forza Italia, portando la Lega al governo.

La cultura Leghista prevede un tale amore per gli altri da non avere mai portato nessuno dei suoi principali esponenti a parlare esplicitamente di genocidio. Tuttavia pare che affondare barconi pieni di profughi a cannonate possa condurre in effetti a conseguenze poco piacevoli per gli occupanti. A proposito di occupanti: è capitato in effetti che qualche passeggero di colore si sia ritrovato su un treno simpatici burloni Leghisti pronti a ripulire con detergenti e spugne il posto dove sedeva. Non hanno peraltro mai avuto più fortuna gli omosessuali, i terroni, i musulmani, i greco-ortodossi, i mancini, quelli che non mangiano la verdura, quelli che mangiano solo verdura.

In questi giorni il menù Leghista propone: moratoria della costruzione di moschee. La moratoria. Un po' come si tenta di fare contro la pena di morte. Sempre perché vietare la costruzione di luoghi di culto è esattamente quello che la Costituzione prevede in fatto di libertà religiose. La Costituzione è quel libretto sottile sottile col quale questi si puliscono il sedere. Attaccano l'arretratezza dei paesi musulmani, difendono la chiesa che a fianco a essi si schiera nel mantenimento dello status quo in fatto di pena di morte e tortura agli omosessuali.

Fare proposte che in un mondo non normale ma quantomeno serio sarebbero poco più che parole dette tanto per dare aria alla bocca, da queste parti e in questi tempi porta voti e tanti. Quel populismo che parla alla pancia invece che alla testa, in coscienza del fatto che esiste una parte del paese che non aspetta altro che odiare il vicino, il campanile di fronte, e meglio ancora quello lontano. L'Italia stronza, che, in quanto tale, possono anche passare cinquant'anni, ritorna sempre a galla.

martedì 7 ottobre 2008

Matagazzu

Dopo il pestaggio mai avvenuto al ragazzino nero, e i maltrattamenti mai subiti da una prostituta a Parma, i sindaci leghisti dei più importanti comuni del nord-est, animati dall'invidia per il collega parmigiano Pietro Vignali, stanno studiando nuovi interventi per soddisfare il bisogno di sicurezza e civiltà dei propri cittadini. Un'emorragia di voti in queste città che si definiscono sicure, ma i cui governanti non sono ancora stati in grado di fare picchiare alcun nero dai vigili, e nemmeno una prostituta. Inaccettabile farsi superare su questo terreno da una città emiliana, covo, in quanto tale, di comunisti.

Il sindaco di Gallinaio, paesino di 8 abitanti in provincia di Verona, ha appena proposto di vietare i capannelli di più di sette cittadini che non lo includano tra i partecipanti. Uno degli altri sette ha però fatto notare che tutto ciò è impossibile, tuttavia ha deciso di tornare a votarlo, ridandogli la maggioranza (era infatti bloccato sul 4 a 4), per la buona volontà, purché accettasse di dedicare l'unica via del paese a Borghezio.

Intanto a Barbablu, pochi chilometri da Brescia, il sindaco, per tranquillizzare i cittadini che non si sentono sicuri in un paese in cui la Polizia Municipale gira disarmata, ha deciso di provvedere all'addestramento e all'equipaggiamento dei Vigili chiamando a collaborare i Marines. Tra i primi effetti del provvedimento il caso del vecchietto aiutato ad attraversare sulle strisce non fermando l'auto in arrivo usando la paletta rossa, ma il bazooka d'ordinanza. Vigili urbani in tenuta da teste di cuoio si sono calati con corde dai palazzi delle vie del centro per fare le multe alle auto in divieto di sosta.

Il sindaco di Pippotanto, nei pressi di Pordenone, riconosce che un problema c'è, ma è solo di immagine. "Noi i negri li abbiamo sempre menati", dice, "per non parlare delle prostitute, e per non dirle ancora delle prostitute negre. È solo che l'abbiamo sempre fatto di nascosto, e ora i cittadini non riconoscono i nostri successi". Dal mese prossimo i Vigili saranno sempre accompagnati da giornalisti e fotografi, che potranno immortalarli in azione sia in giro per le strade, sia una volta rientrati al comando.

Infine Matagazzu, unico comune della Sardegna con giunta leghista, i cui cittadini sono tanto indipendentisti da votare per sbaglio per la Lega Nord scambiandola per la Lega Sarda, che in realtà non si presenta alle elezioni dal 2 Giugno 1946. Tutti comunque soddisfatti la sera delle votazioni, quando nel festeggiare la vittoria il neosindaco ha bruciato una gigantesca bandiera italiana, sebbene le sue imprecazioni in bergamasco risultassero incomprensibili alla folla. Visto che nessun nero è mai entrato a Matagazzu, per i cittadini non sono gli immigrati il vero pericolo, bensì i Savoia. Il sindaco ha deciso quindi di invitare truffaldinamente Emanuele Filiberto alla cerimonia di inaugurazione della nuova fontana costruita nella piazza principale del paese. Durante la cerimonia i vigili urbani agguanteranno il rampollo reale e lo corcheranno allegramente di mazzate nel giubilo generale.

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