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martedì 16 dicembre 2008

Votare PD

Sembra che votare per il PD sia diventato uno sport più spaventoso del bungee jumping slegati, più emozionante di una corsa in montagne russe a piedi davanti alla locomotiva, più aberrante di una notte di sesso estremo con Don Lurio.

Il dato principale della disfatta abruzzese è infatti l'astensione degli elettori PD, a parte lo zoccolo duro dei parenti dei candidati più gli elettori di centrodestra meno svegli, che puntualmente sbagliano simbolo (non si può pretendere troppo).

Italia dei Valori, il partito di Di Pietro, guadagna posizioni, segno forse che il sogno proibito di opposizione per gli italiani sia gente che si oppone. O che almeno provi ad opporsi, o che faccia quantomeno finta di opporsi, o che faccia, dica, pensi qualcosa.

Volendo dare una lettura regionale al voto, cosa si può pretendere che facciano dei cittadini a quali si è ben pensato di mandare Ottaviano Del Turco?

Nel frattempo, esplode la questione morale PD: sempre in Abruzzo arrestato il segretario regionale, coinvolto un loro deputato nell'inchiesta sugli appalti per il petrolio in Basilicata, la Parietti minaccia di presentarsi alle primarie. Abbatteteli.

lunedì 24 novembre 2008

Grandi corruzioni


Berlusconi si adira moltissimo dopo essere stato definito "grande corruttore": l'aggettivo più corretto è "pantagruelico".

Nel weekend Villari è stato eletto amministratore di un condominio di Vasto, Presidente di uno staterello centroamericano, Cardinale di una setta eretica, Direttore sportivo della Sambenedettese, in mancanza di soluzioni condivise. In ciascuno dei casi va comunque ripetendo di essere l'uomo giusto al posto giusto.

Il PD non sa bene come fare. Il PDL parla di moral suasion, che vuol dire che se la stanno palesemente ridacchiando sotto i baffi.

Oltre al "grande corruttore" di cui sopra Di Pietro paragona Berlusconi a Hitler. In realtà probabilmente si riferisce alla versione di Charlie Chaplin.

Proprio in questo momento è in corso un vertice tra la Merkel e Sarkozy per fronteggiare la crisi europea. Non è che Berlusconi non sia stato invitato, è solo che è nascosto da due ore dietro a un pilastro, pronto a saltare fuori con la maschera di Scream appena uno degli altri due si avvicina.

mercoledì 17 settembre 2008

Renegade

Episodio 2: Fini rinnega Mussolini, ma non è una novità. Molto prima di lui già Veltroni aveva rinnegato nell'ordine Stalin, Pol Pot e Padre Pio, e ancora prima Di Pietro aveva ricacciato lontani Devoto e Oli.

Mirko Tremaglia, pur essendo diventato dopo il voto del 2006 degli italiani all'estero il primo repubblichino eroe della sinistra, è rimasto piuttosto contrariato in seguito alle dichiarazioni di Fini sulla doverosità, da parte del suo partito, di abbracciare la cultura dell'antifascismo.
Imbracciato il deambulatore V2 regalatogli dall'amico Storace, l'unico con ruote i cui raggi, fatti a forma di svastica, ricordano vagamente una svastica, l'anziano reduce si è precipitato ad aprire la porta al giornalista convocato per raccogliere la sua dichiarazione, che nella fattispecie è stato un lapidario quanto spregiudicato:
"Caffo, dov'è la dentiera?"

Lo stesso Storace, intervistato nell'anticamera del suo studio - seppure distratto dalle agghiaccianti grida e lamenti con accento di Addis Abeba, schiocchi di frusta e risa di una voce curiosamente simile a quella della Santanchè, che dallo studio stesso, la cui porta era sprangata, emergevano - ha esclamato:
"Sì ma quale partito? Fini forse dimentica che al voto AN si è presentata dentro il PDL, cioè Forza Italia, che i suoi parlamentari sono parlamentari del PDL, cioè di Forza Italia, che i suoi ministri sono ministri del PDL, che non vorrei dire niente, ma è Forza Italia, che lui stesso è incastrato sulla poltrona di una delle massime cariche dello Stato Italiano, che altro non è, comunque, che Forza Italia. Tutto sommato Fini dovrebbe realizzare che può smettere di spendere soldi in consulti medici, non ha le emorroidi recidivanti. È solo che Berlusconi gli ha inculato il partito".

"Sotto il naso", dice, "da sei mesi".

Nella stanza accanto tutto tace. "Con permesso", fa lui, e apre la serratura e uno spiraglio di porta. Dentro, però, è tutto buio.

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